martedì 19 luglio 2011

L'illusionista


L'ho visto ieri... è stato un fantastico regalo di compleanno. Avevo aspettative molto alte ma il film è riuscito a superarle.
Credo nell'illusione che l'arte sa creare muovendo fili invisibili dentro di noi senza svelarne il meccanismo... proprio come si tira fuori un coniglio da un cilindro in apparenza vuoto. Una storia lontana all'improvviso diventa la tua, o meglio la storia di tutti... perché contiene quegli elementi universali che alla fine ti fanno piangere senza riuscire a riscontrarne un immediato motivo. La storia di un uomo col suo mestiere diventa il ritratto per eccellenza della solitudine che ci prende tutti... in un mondo spietato che corre avanti nonostante tutto, nonostante il dolore. Quelle piccole storie, quei cuori che si spezzano diventano solo un puntino quando la visione di Chomet si alza a guardare dal cielo una città sconfinata, fatta di minuscole persone e case a perdita d'occhio. Sono questi piccoli dettagli che fanno di questo lungometraggio di animazione un vero capolavoro... come la folata di vento che entra nella stanza abbandonata dall'illusionista a creare misteriose ombre sulla parete...
Mi ha sempre incuriosito il "dietro le quinte", la faccia che fa l'attore prima di salire sul palco o quando ne è immediatamente fuori... e Chomet la disegna benissimo quella faccia, disegnando nella stessa inquadratura le luci sfavillanti della scena e il verdastro squallore di camerini poveri, consunti, dove la verità non ha bisogno di presentazioni e non ha sipario, ma è sempre alla portata di tutti. La tristezza di cui è impregnato questo film arriva da lontano... passando anche per quel preciso momento in cui l'arte diventa serva del consumismo, per arrivare ad un livello così intimo da parlare a tutti. 
L'illusionista è la storia dell'inadeguatezza che siamo condannati a provare, della distanza che ci separa gli uni dagli altri... della tristezza di essere piccoli in un universo enorme di strade che si incontrano e poi si separano in modo altrettanto naturale e spietato. 
Sul finale di un treno che corre ma non si sa dove va, ho ripensato ad una canzone di Guccini che ho incisa sul cuore:


E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma quale sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."





3 commenti:

  1. Da quanto tempo non si riusciva a usare il termine capolavoro dopo avere visto un film... L'illusionista è un gioiello che riesce a regalarti così tante emozioni da richiedere del tempo prima di riuscire a decodificarle interamente... ho capito in cosa consisteva quella piccola assenza che guardando (e apprezzando) i film di Jacques Tati notavo... era l'animazione, era la musica che Sylvain Chomet aggiunge a una storia bellissima.

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  2. grazie della segnalazione, mi ha incuriosito e ieri l'ho visto: davvero bellissimo! il clown triste tra i miei personaggi preferiti
    e buon compleanno in ritardo a te :)))
    nicoletta

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  3. Grazie a te Nicoletta per essere passata da qui a farmi gli auguri, sono contenta ti sia piaciuto il film...
    a presto!
    Gabri

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