lunedì 18 febbraio 2013

Handmade - pensieri e polemiche in libertà...


(foto presa da Pinterest)

Ultimamente la parola “handmade” è sulla cresta dell’onda, soprattutto nel web… ma io mi interrogo sulle molteplici accezioni del termine già da un po’ di anni. Proliferano (anche per merito della crisi) i cosiddetti mercatini del “fatto a mano” e dilaga l’attenzione (e ben venga!) alla filosofia del DIY “do it yourself”.
Scrivo questo post anche per rispondere ai tanti che mi chiedono perché io non partecipi più a quasi nessuno dei tanti mercatini organizzati nella mia città. La motivazione numero uno risiede proprio nel fatto che non tutto ciò che è esposto in questi contesti è realmente “fatto a mano”, anzi, spesso vediamo dei banchetti che sono delle “succursali” dei negozi dei cinesi dietro l’angolo. Perché accade questo? Principalmente perché l’organizzatore di detti mercatini non fa una vera selezione, ma pensa solo a intascare la quota di chiunque sia disposto a pagare. Non solo questo è sconveniente per me (i miei prodotti non possono valere pochi euro come quelli di chi vende made in china), ma contribuisce a creare notevole confusione nella testa del potenziale acquirente. Non tutti sono tenuti a saper distinguere una cosa fatta a mano da una realizzata industrialmente… questo me lo ha insegnato l’esperienza. Tante volte mi è capitato di incontrare persone convinte che i miei manufatti fossero componenti comprati, già belli e fatti. Non me la prendo con loro, anzi quando mi capita cerco di spiegare o di dimostrare i processi di lavorazione… del resto io non so nulla di astrofisica, chirurgia, meccanica…(e, per citare Nanni Moretti, "io non parlo di cose che non conosco"). Me la prendo invece con chi, per un suo immediato tornaconto, vuole spacciare una cosa realizzata industrialmente per un manufatto artigianale.
Veniamo poi ad una questione più sottile e ancora più delicata. Cosa è artigianato e cosa è “design”? Ci sono bravissimi ceramisti o artigiani orafi che hanno una manualità certosina e infallibile ma che seguono una tradizione per cui realizzano da sempre gli stessi vasi o gli stessi monili. Il design invece (detto in soldoni) implica un progetto, una ricerca che precede e indirizza verso sempre nuove strade la realizzazione pratica del manufatto. Ora, lasciando perdere per un attimo il risultato che per alcuni è eccellente e per altri modesto o disprezzabile… consideriamo almeno l’impegno. E’ giusto parlare di design quando gli oggetti in questione sono delle pasticciate copie dei prodotti Thun (oggetti che già di loro sono, a mio modesto parere, discutibili)?
L’altro motivo che fomenta sempre più il mio isolamento e che mi impedisce ad esempio di riuscire a stare dietro alle richieste dei negozi è (sempre a mio parere) un colossale fraintendimento della categoria del fatto a mano che spesso lo rende “emulazione sfigata” dei grandi marchi. Handmade per me (ma anche per tanti altri fortunatamente) significa UMANO invece che industriale, LENTO invece che veloce, PERSONALIZZATO invece che omologato, UNICO invece che dozzinale. Per far sì che ciò avvenga la mia produzione prevede tempi umani (non ho la cantina piena di cinesi che fanno la catena di montaggio), materiali costosi e di buona qualità (non li compro all’ingrosso), realizzazione di pochi pezzi (il mio tempo così come i miei investimenti sono limitati perché non sono un "marchio astratto" ma una persona in carne ed ossa). Inoltre proporre un prodotto non di massa significa anche che il prodotto in questione prova a ri-adeguarsi ai ritmi dell’uomo e delle stagioni, un prodotto che vuole uscire da quella spirale consumistica che ci fa desiderare la primavera in inverno e viceversa, e che ci fa desiderare una bruttissima borsa con un logo sopra solo perché è uno status. Quindi NO, la mia collezione primaverile non è pronta a dicembre. E ancora… NO, il mio lavoro non insegue spasmodicamente i diktat della moda del momento e infine… NO, non darò più un euro a chi organizza eventi senza curarsi di questi (per me) importantissimi dettagli.

78 commenti:

  1. Sottoscrivo ogni tua singola parola, non potrei essere più d'accordo con te!
    Hai ragione al 100%, dai mercatini al concetto di handmade, al design e alle pacchianerie che la gente spaccia per handmade... spesso e volentieri la gente non sa distinguere il vero "fatto a mano" e non sa dare il vero valore a qualcosa di unico e irriproducibile!
    Quindi che dire, hai ragione e sappi che non sei la sola a pensarla così^^!
    :*

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    1. Grazie Martina, mi conforta molto saperlo :-)
      Un bacione e buon lavoro!

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    2. Grazie per farti voce di tutti noi "seri" e appassionati artigiani e designer !
      Brava Gabri !

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    3. Monamì!!! L'ho fatto io solo perché tu al momento sei "impegnata", perché di solito sei tu quella che (per dirla in siciliano) "si piglia la questione" ^______^
      un baciuzzo

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  2. sottoscrivo, sottoscrivo, sottoscrivo :-)

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  3. E vogliamo parlare dei laboratori creativi e di chi invece di voler imparare una tecnica per poi lavorare in autonomia in un progetto tutto suo ti chiede di insegnargli a fare quel determinato oggetto!? Purtroppo i tuoi pensieri in libertà hanno poco di polemica... sono solo lo specchio che riflette una bruttissima realtà (e ti parlo da semplice hobbista che non si reputa né artigiana né tanto meno designer ma che utilizza le proprie mani per dar sfogo alla fantasia)
    naturalmente non sposterei neanche una virgola dei tuoi pensieri!!!!

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    1. E quelli che ti scrivono in privato chiedendoti di rifare la "versione povera" dell'oggetto di un grosso marchio? -____-
      Tristezza...
      baciuzzi e grazie

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  4. Condivido in pieno! Stessi motivi per cui anch'io declino inviti a fiere e mercatini. Preferisco fare laboratori creativi con bambini che sono molto più fantasiosi e aperti a capire il valore del fatto a mano!

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    1. esatto... anch'io sto facendo lo stesso...
      in bocca al lupo anche a te!

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Lo condivido sulla mia pagina facebook perchè non c'è una parola da aggiungere.

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  7. Ti confesso che mi sono rivista in moltissime delle parole da te scritte....e ti ringrazio molto per questo!
    Mi permetto di condividere il tuo post sulla mia bacheca Fb perchè sono certa che simili pensieri vadano condivisi, condivisi e condivisi...solo in questo modo si riuscirà a dare più efficacia possibile a un simile, e così per noi necessario e importante, messaggio!
    Grazie!

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    1. Sono d'accordo sulla condivisione e sono io che ti ringrazio... da uno sfogo amaro ho ottenuto riscontri positivi che sono già un piccolo passo avanti per contrastare la mentalità che ci danneggia... tante artigiane e designer come te hanno appunto condiviso e commentato creando una rete di solidarietà che va oltre i limiti dell'immaginazione. Sono fiduciosa e credo che se unissimo le competenze riusciremmo noi ad organizzare qualcosa di bello per promuovere il nostro lavoro...
      grazie e a presto!

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  8. Come si fa a non condividere ciò che hai scritto?! La situazione che descrivi, purtroppo, la conosce chiunque nella vita abbia provato ad affacciarsi, almeno una volta, nel mondo del fatto a mano e degli annessi (pseudo) mercatini...tanta amarezza, la situazione è scoraggiante ed avvilente.
    Come Roberta, ti condivido anche io su fb, nella speranza che qualcosa possa cambiare.

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    1. Hai ragione, è proprio scoraggiante. Ma tutti questi riscontri mi fanno capire che siamo in tanti a soffrirne e sono sicura che divulgando il nostro pensiero e unendoci in una rete di sostegno reciproco la situazione ha delle possibilità per evolversi in meglio...
      Grazie per essere passata di qui...

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  9. Mi unisco anch'io alla condivisione, sottolineando il commento di La Civetta Chiacchierina.

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    1. Ti ringrazio, sono le "nostre" parole.. è come se questo post l'avessimo scritto in gruppo

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  10. Sarà che io sono decisamente fumina e senza peli sulla lingua, ma questo post non mi sembra polemico, anzi, mi appare come una lucida, precisa e sobria analisi della situazione attuale. Che è una squallidissima situazione, dove vince la quantità e mai la qualità, il prezzo basso sulla bellezza ed il "tanto al chilo" è il discrimine su cui si basano le scelte.
    Molti millantano capacità, in troppi si autodefiniscono creativi ed agli organizzatori interessa poco o nulla di fare una selezione. Ammesso e non concesso che siano in grado di farla.
    Mi hai battuto sul tempo! Sto preparando un post sul processo creativo di un carta gioiello, passo passo, dall'ideazione alla finitura, per far capire esattamente tutto l'immane lavoro che c'è dietro. Procedo, lentamente per forza di cose, ma posto a presto. Intanto ti condivido che più se ne parla e meglio è.

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    1. Cara Eli, infatti il titolo era ironico, come sai la situazione è avvilente e tutti noi molto spesso ci siamo sentiti non rispettati nel nostro lavoro... perché anche in tempi come questi c'è chi si prende sul serio e con molto sacrificio prova a fare di quest'attività un lavoro (con tutti i rischi che ciò comporta).
      Sono sicura che il tuo post sarà interessantissimo! Non vedo l'ora di leggerlo!
      un bacione

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  11. sono arrivata a questo post dietro consiglio di un'amica che aveva letto un mio post incavolato su FB.. Non c'è una parola che non sottoscrivo di quello che hai scritto!! Io cucio da tanti tanti anni e ho sempre fatto mercatini creativi ma adesso mi vien la nausea. Passare le notti a cucire, a rifinire con precisione e impegno per avere un banco pieno di creazioni di qualità e poi ritrovarsi di fianco chi ha il tavolo zeppo di cose già fatte e cinesi. E ovviamente la gente che guarda prima di tutto il prezzo non sta di certo a confrontare il livello qualitativo!!! E l'organizzatore che prende cani e porci pur di ingrassare le sue entrate non sta a selezionare nonostante il suo mercatino nasca come esposizione di "creazioni artigianali".
    un caro saluto
    Rosy

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    1. Rosy grazie per essere passata da qui... come dicevo qualche commento più su, tutti questi riscontri sono un segnale positivo... ci sono gli imbroglioni e i truffaldini ma c'è anche una bella rete di solidarietà tra artigiani e designer che mettono impegno e onestà nel proprio lavoro.
      grazie e in bocca al lupo

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  12. Ciao sono nuova del mondo del handmade ma condivido a pieno il tuo sfogo e non c'è polemica nelle tue parole ma solo verità.. hai pienamente ragione...ti condivido su fb..in bocca al lupo..ciao cristina

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    1. Ciao cristina, grazie e in bocca al lupo per il tuo lavoro! Restiamo in contatto e supportiamoci a vicenda, a presto
      Gabriella.

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  13. Ciao,
    sono arrivata sul tuo blog seguendo un link su FB e che dire, hai perfettamente e pienamente ragione.
    Ho partecipato ad un mercatino con il mio ragazzo che fa lavori in ferro battuto e non ti dico la tristezza nel vedere accanto a noi persone che vendevano gioiellini e varie chiaramente industriale quando il mercatino si presentava come artigianale, e ancora più triste nel vedere che la gente preferisce guardare quel tipo di bancarelle dato che i loro oggetti sono a "buon mercato". E grazie, per forza, dietro quelli oggetti non c'è di sicuro la stessa passione e attenzione che ci mette un artigiano o un creativo.
    Le persone che capiscono il valore di oggetti fatti a mano e che li apprezzano sono sempre meno, ma vedo che qui sono in buona compagnia.
    Un abbraccio,
    Ilaria
    ferreggiando.blogspot.it

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    1. Assolutamente sì, sei in buona compagnia e lo sono anch'io grazie a voi.
      Parlarne apertamente e divulgare il nostro punto di vista anche ai "non addetti ai lavori" è già un primo passo importante...
      ciao e grazie per il commento

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  14. bellissimo post!
    purtroppo molte persone non capiscono il duro lavoro che c'èp dietro, la qualità migliore, il perchè del costo un po' + alto... una mia collega mi ha detto "al mercato dai cinesi per quella cifra i prendo 2 collane anzichè un paio di orecchini"... bè,se per te è uguale vai dai cinesi, che te devo dì?!
    per fortuna ci sono anche tantissime persone che amano l'handmade e le nostre cose fatte col cuore

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    1. Sì e oltre a loro c'è anche una forte solidarietà tra noi artigiani/designer che abbiamo scelto l'handmade e non la strada più furba dell'"handmade sotto mentite spoglie"...
      Grazie per essere passata di qui

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  15. penso che questo post sia da condividere e diffondere il più possibile perchè è l'esatta analisi di come vanno le cose oggi... sob!

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    1. ps. lo condivido sulla pagina facebook!

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    2. Grazie per la condivisione e per essere passato di qui...

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  16. Ciao a tutte! Condivido questo bel post sulla mia pagina Fb. Purtroppo questo è il lato "oscuro" della cosa, situazione che accomuna la maggior parte dei mercatini.
    Io vivo nella Riviera Ligure, e non vi sto a raccontare quanti mercatini vengono organizzati, la maggior parte da associazioni che lo fanno per mestiere, e, secondo voi, oltre a sparare cifre allucinanti per l'iscrizione, fanno anche selezione su chi partecipa?
    Figurarsi... Mi è capitato, in un mercatino dell'artigianato, di avere accanto un tipo che vendeva audiocassette e cd. Per non parlare dei "rivenditori" che possono fare prezzi decisamente inferiori rispetto a chi crea artigianalmente un pezzo...
    Purtroppo la situazione è così ovunque, e finchè chi organizza non fa selezione, educando le persone a riconoscere il vero fatto a mano, ci saranno sempre persone che, di fronte ad un banachetto di cineserie e uno di handmade, sceglierà sempre il primo perchè costa meno.
    Io ho ridotto notevolmente la partecipazione ai mercatini, perchè dopo l'entusiasmo iniziale, ho capito che spesso mi trovo a combattere contro i mulini a vento: molti non capiscono il valore di quello che faccio, troppi chiedono sconti su cifre irrisorie, troppi "artigiani" lo sono per finta e non c'è storia con chi crea per davvero... Grazie per la discussione, la porto sulla mia bacheca! :)

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    1. Cara Francesca, anche se siamo geograficamente lontane le problematiche che ci troviamo ad affrontare sono simili. Anche io ho pagato cifre enormi per partecipare ai mercatini nelle vie del centro... fino a duemila euro per suolo pubblico (poi mi sono informata personalmente sul reale costo), un paio di lampadine e una casetta di legno che cadeva a pezzi. So che mentre scrivo queste righe, molti di questi truffaldini organizzatori di mercatini, staranno digrignando i denti... ma intanto le loro tasche sono piene dei miei, dei nostri sacrifici. All'inizio molti ci cascano perché pensano (anche per me è stato così) che il costo sia proporzionale all'incasso. Inutile dire che non è così. Non può essere così se il banchetto accanto al tuo vende prodotti che tutto sono fuorché artigianali.
      Come ho già detto nei commenti precedenti, sono io che vi ringrazio... perché ho capito che quello credevo fosse uno sfogo personale è invece specchio di una situazione comune fin troppo diffusa... e questo ci rende anche più forti e più in grado di far cambiare qualcosa...
      a presto!

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  17. Ciao,piacere di conoscerti..arrivo qui tramite la condivisione che Francesca a fatta su Fb
    Io ho scelto di far diventare la mia passione un lavoro e sono diventata artigiana ( non con poche difficoltà...e poi sono realmente artigiana? nell'accezione che ho in mente io no,ma la normativa italiana non conosce altro termine....)
    Io credo che si debba educare le persone a capire il valore del fatto a mano, non "saldando" le proprie creazioni e essendo capaci davanti ad una richiesta da parte di un cliente di dire questo è il prezzo,spiegando cosa c'è dietro a quell'oggetto,se non capisci il suo valore allora mi spiace perdo una vendita,ma preferisco così!!
    Grazie per aver espresso così bene quello che molte creative pensano...
    Tania

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    1. Grazie a te Tania, credo che spiegare alla gente cosa c'è dietro il nostro lavoro sia la chiave giusta per diffondere la cultura del "fatto a mano" evitando tutti questi fraintendimenti...
      Grazie pre il tuo contributo!
      a presto e buon lavoro

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  18. Non posso che sottoscrivere in pieno!
    Serena

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  19. mariangela balsama wilson20 febbraio 2013 09:58

    Leggo il tuo post su consiglio di un'amica, anche lei creatrice di pezzi unici e fatti a mano con passione.. e che come molte di voi fatica a vendere a prezzo VERO. Seguo le sue storie e le sto facendo diventare mie.. anche perche' vivo in UK e qui la situazione e' molto diversa soprattutto per le fair del fatto a mano, dove fior fiore di designer, artigigani e creativi espongono il loro lavoro. Qui la creativita' e' rispettata e ci sono associazioni e networks che uniscono e proteggono. Ci sono stupendi studios da Londra alla Cumbria dove questi 'artisti' lavorano e producono e poi ogni tanto hanno gli open days e vendono al pubblico. Ma per fortuna le persone che circolano in questi posti NON SI ASPETTANO CINESERIE.
    Certo con la crisi il pubblico italiano si aspetta tutto scontato e a buon prezzo... ma a volte un certo pubblico si perde la parte migliore di tutto: SE NON TE LO PUOI COMPRARE... l'oggetto unico e creato a mano.... allora puoi anche fare a meno della cazzatina (scusatemi e perdonatemi il termine please) fatta in Cina.
    E' tutta questione di EDUCATION (e non parlo di educazione buone maniera ma di Educazione didattica...) e questa manca sia tra gli organizzatori sia tra il pubblico.
    Io sono lontana ma sono e resto italiana e vi sostengo... soprattutto se penso che quando sono a 'casa' a Milano vedo sempre piu' fuffa ovunque oppure griffe per miliardari russi...E i Milanesi (diciamocelo senza offendere nessuno, inclusa me stessa) sono ancora radicati al quartiere della moda e alla Galleria ... (senza ricordarsi la provenienza di quello che si trova) e per concludere il mio pensiero confuso e disorganizzato.... vi penso tanto perche' ho una passione per il lavoro artigianale e creativo, adoro il fatto a mano.. e nessuno dei miei penny guadagnati a fatica.. vanno nelle high street... (o sempre meno). Se posso compro etico e fatto a mano. Se non posso.. allora diciamocelo MEGLIO NON COMPRARE. E meglio non comprare tutti i giorni e mettere via i soldini per un pezzo fatto a mano con amore.. come quelli che create voi.


    Era solo un pensiero..

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    1. Hai proprio ragione Mariangela... La maggior parte della gente invece che comprare meno e meglio (secondo me questa è la strategia vera anticrisi) guarda spesso la "quantità" e fa affidamento ad un risparmio fasullo... poco lungimirante e per nulla costruttivo...
      Grazie mille per il tuo pensiero, incrociamo le dita perché tutte queste belle energie siano portatrici di cambiamento...

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  20. Ciao sono Adriana e ho letto l'articolo ben scritto, su Blogghiamo grazie ad una condivisione, gia mi sono espressa nel gruppo in merito al tuo articolo. Condivido tutto in pieno, io sono una stilista di abbigliamento ed accessori, ho un marchio e porto avanti con grandissima difficoltà il mio marchio, di accessori fatti a mano, cuciti e creati da me, una professione di anni e una grande passione/amore, per i tessuti, il cucito, la ricerca e l'artigianalità. In Italia, ripeto e condivido come dice la mia amica Mariangela sopra...questa nostra creazione artigianale è spesso vista come un semplice Hobby, o passatempo e non ha una considerazione cosi alta. Spesso dobbiamo abbassare i prezzi,solo perchè non hanno una FIRMA famosa o non sono in sintonia con la moda del momento, o perchè c'è la cineseria che avanza senza qualità, studio e dedizione.
    Bisognerebbe lavorare sull' educazione al prodotto...
    Grazier per l'articolo e condividiamo...
    :-)

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    1. Grazie Adriana... commentare, condividere e parlarne il più possibile significa proprio, come giustamente dici tu, "lavorare sull'educazione al prodotto"...
      Grazie per il tuo contributo e in bocca al lupo per il tuo marchio e per il tuo LAVORO!

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  21. Ciao, mi chiamo Serena, piacere di conoscerti!
    Sono arrivata qui tramite una condivisione su FB e devo dire che le tue parole mi hanno colpito molto, ma sopratutto hanno colto nel segno l'essenza di quello che per Noi è realmente l'handmade anche per chi come me non è mai riuscita a spiegarlo bene a parole come invece hai fatto tu!
    GRAZIE, e condivido subito il tuo bellissimo post sulla mia bacheca di Facebook. Serena.

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    1. Grazie mille Serena, piacere mio!
      Grazie a questo sfogo sto conoscendo tanti bravi artigiani e designer... tante belle persone... vedrai che le energie positive sono contagiose, parlandone e condividendo le nostre idee qualcosa di buono arriverà!
      a presto,
      Gabriella

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  22. Ciao,
    ho letto il tuo articolo con attenzione e ciò che esprimi è condivisibile. Il punto della questione è se vale la pena, per chi realizza manufatti, continuare a farlo non venendo a patti con il modo del "mordi e fuggi", del consumo inconsapevole che non presta alcuna attenzione alla qualità ed alla originalità. Come hai ben evidenziato tu per fare questo c'è bisogno di tempo e di denaro e tutto ciò, ad un primo sguardo, è anacronistico ma forse proprio per questo, assume un grande valore: sviluppare la propria manualità e creatività con spirito ludico ed amorevole e se ci sarà ( pochi o tanti che siano) chi apprezzerà il nostro operato ne saremo grati altrimenti saremo comunque soddisfatti di ciò che realizziamo con la nostra testa e le nostre mani.
    Melissa

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    1. Ciao Melissa, hai ragione, infatti è proprio questo "venire a patti" che è sbagliato... dobbiamo confidare per primi noi nel nostro tipo di lavoro, valorizzarlo non cedendo a queste dinamiche che lo sviliscono... come i mercatini sbagliati e la gente che ci vuole speculare sopra. Sono contenta di questo piccolo dibattito che si è aperto per caso in questa pagina, mi conforta e mi fa ben sperare in un cambiamento...
      a presto e grazie per il tuo commento!
      Gabriella

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  23. Ciao, ho letto il tuo articolo e lo condivido in pieno (condiviso anche su fb). In tanti annni di lavoro handmade ho fatto un solo mercatino e penso non ne farò mai più. Diverso è il discorso per alcune fiere di settore, delle quali le migliori tendono a tradire sè stesse, col tempo, piegandosi alle mode del momento, fino a rischiare di scomparire o trasformarsi in una cadente sfilata delle solite cose, spesso fin troppo uguali tra loro. Su alcune piattaforme online va già meglio ma, insieme a tantissime altre creative che conosco, siamo convinti sempre più che in particolare gli italiani vadano educati di nuovo al valore della creatività, dell'arte, dell'artigianato e del design e ci stiamo muovendo concretamente in questo senso (un esempio per tutti l'EtsyItaliaTeam). Grazie per aver scritto e condiviso uno spaccato così lucido e veritiero dell'attuale situazione handmade in Italia.

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    1. Assolutamente d'accordo con te (l'Etsy Italia Team è un esempio eccellente che va proprio nel verso giusto...)! Grazie per il tuo commento

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  24. che dire...PAROLE SANTE!!!!! Condivido al 100%! Anch'io ho smesso di partecipare ai vari pseudo mercatini, l'ultima volta è stato imbarazzante; sulla carta era un mercatino valido (tutti artigiani con prodotti handmade di qualità) solo che l'organizzazione si era "dimenticata" di fare pubblicità....Risultato: 0 acquirenti e 0 presenze ma abbiamo comunque dovuto pagare la quota di partecipazione... Bel post! onesto e sincero! In ogni caso aspetto di trovare un post sulla più grande bolla speculativa dell'handmade: i dolci e i personaggi di fimo.

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    1. Grazie, hai aperto un nuovo capitolo che merita approfondimento. Proporre un prodotto artigianale e unico dovrebbe voler dire scrollarsi di dosso l'omologazione... invece quello che ci circonda è una massa informe di "dolline" e dolcini (spesso anche di pessima manifattura) che sono la copia della copia della copia... non è il soggetto l'oggetto della critica, quanto l'omologazione dello stile (derivato da quello stra-abusato del manga giapponese). La gente ha davvero per forza bisogno di prodotti fatti con lo stampino?
      Per fortuna sul web è possibile ammirare veri artisti che lavorano le paste polimeriche (perché ancora si parla di fimo come se fosse un materiale e non una "marca") in modo mirabile... anche se purtroppo l'originalità di questi a volte (o dovrei dire spesso?) frutta meno di chi ripropone sempre la solita solfa.

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  25. Ciao, scopro il tuo blog e il tuo lavoro tramite la condivisione su fb di questo tuo bellissimo post, dove dici moltissime cose importanti in un modo che condivido assolutamente. Dobbiamo far passare questo messaggio, con tutti i possibili mezzi che abbiamo a disposizione. Non vogliamo essere e non siamo solo un trend, ma molto di più. La situazione è davvero triste e spesso scoraggia, il campo è minato, si va controcorrente, ma più se ne parla nel modo giusto, meglio è. Ciao!

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    1. Ciao Sara, come ho già detto ad altri, inizialmente pensavo a questo post come uno sfogo personale... ma ora mi rendo conto di quanto le mie parole siano in realtà "le nostre" e di quanto i problemi di cui parlo siano diffusi anche in zone geograficamente tra loro lontane. Penso anch'io che parlane e diffondere il nostro punto di vista sia importante, quindi grazie per la condivisione!
      A presto,
      Gabriella.

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  26. Ciao, condivido anch'io sulla mia pagina di Fb. Tutto quello che scrivi è sacrosanto, e per niente polemico.

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    1. Grazie mille :-)
      In bocca al lupo a tutti noi per il nostro lavoro

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  27. Bellissimo post. Condivido tutto. Anche a me spesso dicono "dal cinese ne compro due"......e allora vai e compralo dal cinese!! Io sono stata abituata fin da piccola che il fatto a mano è speciale e unico, e non mi uniforma alla massa.
    Ciao, Aurora

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    1. Ciao Aurora, è innegabile che il nostro lavoro si rivolge ad una nicchia di persone... ma è bene condividere e divulgare il nostro punto di vista per far capire a quanti più possibile la differenza che ci allontana dai prodotti di massa...
      Grazie per il tuo contributo, a presto e buon lavoro!

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    2. :) si si, nel mio piccolo ci sto provando.
      Buon lavoro!

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  28. Non posso che condividere pienamente e citarti. Considerazioni sagge e lungimiranti, i miei complimenti.
    Ciao e a rileggerti presto, Fabiana.

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    1. Grazie mille a te, Fabiana!
      A prestissimo...

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  29. Concordo in pieno su tutto: hai espresso in modo esaustivo un argomento che sento molto e che, dalla sfilza di commenti che hai ricevuto (molte sono anche conoscenze che stimo), è sentito da chi ha un certo tipo di progetto.

    Sono veramente pochi gli eventi in cui viene fatta una selezione accurata, ma quando ci sono vale veramente la pena di farli. La gente che arriva è aperta mentalmente e sa distinguere cos'è realmente handmade e cos'è mero assemblaggio.

    Mi permetto la condivisione in pagina e profilo.
    Grazie veramente per questo post: sarebbe bello un giorno riuscire a parlarne tutti insieme, faccia a faccia.
    LOVE

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    1. Grazie a te Ila, sarebbe bello se da queste riflessioni nascesse un progetto più grande (come per fortuna già ce ne sono), per la valorizzazione dell'handmade... pensiamoci su! Intanto trovo bellissima questa rete di scambi, pareri, opinioni... è davvero significativo che si sia creata una bella rete di solidarietà on line, che unisca persone che si stimano e rispettano reciprocamente il proprio lavoro, anche a distanza...

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  30. Quoto pienamente, questo post è come se l'avessi scritto io.
    Oggi chi ci guadagna sono solo quelli che organizzano, per mia esperienza.
    Condivido su FB

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  31. bellissimo post!! sottoscrivo in pieno!

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  32. .."è per questo che costa così tanto?"
    "no: è per questo che vale così tanto!"
    disse il commesso a Joe Fox, dopo che aveva avuto da ridire, sul prezzo
    di una creazione interamente eseguita a mano...
    Questa citazione, tratta da un film, è da 4 anni presente sulla colonna destra del mio blog.
    In una sola parola, mille verità.
    Complimenti.
    Ciao, elena°*°

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  33. Ciao! Il post è molto bello, ma soprattutto molto vero. L'ho scoperto dal tam tam partito da FB. Se volete, uno spazio di discussione è aperto anche qui: http://handmade.style.it/2013/02/28/sulla-cresta-dellonda/.

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  34. Grazie anche a te Barbara, adesso vado a leggere!

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  35. Ciao! Sono arrivata a te grazie ad Alessia Scrap&Craft (http://www.4blog.info/school/2013/tra-blogger-bello-collaborare/) e ti ringrazio per aver affrontato una brutta realtà che non conosco sulla mia pelle, ma che deve essere conosciuta e possibilmente fermata! Non ho mai partecipato a mercatini, non vendo le mie cose, ma posso ben capire lo svilimento che si prova nel vedere "declassato" il proprio lavoro da parte di persone che millantano per proprie le capacità le idee e i materiali comprati a un euro al chilo! Ti auguro di non mollare e di continuare a credere in quello che fai...credo che, come molte hanno scritto nei commenti al tuo post, la speranza sia riposta proprio nelle nuove generazioni! io nel mio piccolo nucleo familiare è quello che sto facendo con le mie creature, insegnando loro che esiste non solo l'utile e il commerciale e costoso, ma anche il bello, l'unico e di valore, allorquando ho messo tutto l'Amore di questo mondo per fare qualcosa per cui ho speso 5 euro di materiale, quel qualcosa diventa davvero inestimabile...se sono educati fin da piccoli, possono capirlo anche da grandi (e magari intanto insegnarlo ai loro genitori)!!! Grazie! DanielaC.

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    1. Grazie Daniela! Stai facendo un ottimo lavoro... hai ragione, è proprio questa la strada giusta per cambiare le cose ;-)
      Grazie mille per il tuo commento, piacere mio di averti incontrata qui...
      Gabriella

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  36. Ciao, ti seguo da tanto anche se in modo "silenzioso" :) però questa volta davvero dovevo scriverti che sono assolutamente con te in tutto e per tutto! A volte mi viene davvero lo sconforto quando sento certi discorsi tipo "ma costa troppo per essere una cosa fatta a mano", come se quindi una cosa proprio perché fatta a mano e non da uno stampo industriale abbia meno valore (e soprattutto quando il troppo sono 10 euro per degli orecchini) o quando certe persone arrivano a suggerirti di "iniziare a fare cose un po' più commerciali che seguano i trend del momento" (da leggere come scopiazzamento di brand e marche in voga). Addirittura qualche volta mi hanno portato a pensare che le mie creazioni fossero "sbagliate", che dovessi fare cose riproducibili e in voga... per fortuna è stato il pensiero di un attimo, perché preferisco continuare a creare col cuore e la mia testa e magari non vendere nemmeno un pezzo, piuttosto che iniziare a produrre cento pezzi tutti uguali copiati da altri.
    Grazie per questo post, mi ha fatto sentire in buona compagnia!
    Elena

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    1. Cara Elena, sono io che mi sento in buona compagnia grazie a voi...
      Mi rivedo anche io in pieno in tutto quello che hai scritto e come te attraverso momenti di sconforto. Questa rete di commenti e di solidarietà che si è creata però deve farci ben sperare, l'importante è fare sempre scelte di cui essere fieri e rispettare sempre sé stessi e la propria personalità...
      Grazie per il tuo commento, ti auguro buon lavoro, spero che la cultura "handmade" si diffonda sempre più e sia visibile a tutti la sua "ricchezza".
      baci,
      Gabriella.

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    2. Cara Gabriella, non so se hai letto anche tu i post di Paper Leaf e Beads and Tricks sull'argomento... comunque dato che questo tema mi riguarda da vicino ho deciso alla fine di scrivere un post mettendo nero su bianco la mia (piccola) opinione. Ti ho citata, spero non ti dispiaccia e che non venga letto come spam perché non è questa la mia intenzione.

      http://ilmondodipucci.blogspot.it/2013/03/handmade-e-creativita.html

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  37. ciao cara, ho letto le tue "perplessita" e mi trovi pienamente d'accordo con il tuo pensiero...io mi ritengo una piccola artigiana creativa, porto le mie creaturine sui mercatini e.....bello, bello bello e poco altro... quando poi le vedi che si fiondano alla bancarella accanto dove chi espone non e' di colore bianco e il banco e' pieno di ...non fatto a mano...allora che senso ha partecipare a questi mercatini dove la richiesta e' artigianato manuale, fatto a mano, hobbysti creativi.....e li' il tuo morale scende al 20esimo piano, sotto terra...
    manca la selezione degli organizzatori, la qualita', i pezzi unici....adesso e' di moda lavorare il fimo e fare le caramelline, i dolcetti, le tortine...ma signori e' tutto fatto con gli stampi....guardate bene e vedrete che sono tutti identici, non c'e' una virgola fuori posto....quello non e' fatto a mano, e' cacciato dentro uno stampo, fatto asciugare e fine della storia....non e' questo l'artigianato e mi dispiace...perche' quello vero non viene per nulla apprezzato.
    Ciao cara, tua molto triste, Orianna.

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    1. Ciao cara Orianna, grazie per il tuo commento. Questa discussione è stata lunga e abbiamo avuto modo di analizzare questo nostro disagio da tanti punti di vista...
      L'unica cosa che a mio parere è mancata è la chiarezza: nulla infatti ho da obiettare a chi vende un prodotto realizzato in serie (qualunque sia la sua nazionalità o il suo colore). Ciò che diventa invalidante per il nostro lavoro è lo "spacciare" questi prodotti per prodotti artigianali quando non lo sono.
      La soluzione è emersa da sola... credo che sia importante fare il nostro lavoro sempre in modo onesto, non fare nulla di cui non si possa andar fieri... e il contagio positivo farà il resto ;-)
      Un bacio e in bocca al lupo per il tuo lavoro,
      Gabri.

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  38. ...ho letto il post di paperleaf e son venuta a legger anche il tuo, a cui fa appunto riferimento, commenti compresi...e al 77esimo commento ormai é già stato detto tutto!! :D
    non mi definisco artigiana né creativa, non ho un progetto, non vendo...faccio cose quando ne ho voglia e ispirazione, ma comprendo e condivido qunto scritto!
    E ammiro le tantissime persone che, come te, seriamente vanno avanti nel loro cammmino nonostante tutto!! ;)

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  39. rispondo anche se il post è vecchiotto,
    allora sono d'accordo con alcuni punti ma trovo alquanto semplicistico il discorso sulla moda

    la moda segue certe tempistiche perché le collezioni non nascono sotto gli alberi, ma dipendono prima di tutto dalle fiere tessili, che ci sono soltanto una o due volte all'anno
    in mezzo c'è tutta una serie di cose che non sto ad elencare, perchè sarebbe veramente complesso, che generano una NECESSITà di creare le collezioni molto prima
    Mi dispiace sentire spesso questi discorsi da parte di creativi che si sentono superiori perchè non seguono le stagioni della moda, come se fosse un vezzo e non un'imposizione dettata da mille fattori

    logicamente se non sei una casa di moda non hai restrizioni e puoi fare quello che ti pare, se tu avessi alle dipendenze parecchie persone, se dovessi gestire uffici stampa, buyers, sfilate, prototipisti e quant'altro, capiresti che le stagioni della moda non sono qualcosa di aleatorio

    il sistema moda non è qualcosa da disprezzare, purtroppo l'handmade continua a riversare ostilità nei confronti della moda e non capisco perchè
    infatti da noi è relegato in una nicchia di un certo target e non funziona, continua a non funzionare, basta guardare le vendite rispetto agli altri Paesi, basta guardare il tipo di prodotto che si fa qui e quello che si vede all'estero

    poi va beh chi si svende veramente non merita commenti ma in quel caso francamente io penso che si tratti davvero di gente che NON vende handmade o usa materiali pessimi, perchè altrimenti dovrei pensare che sono persone stupide, il senso di vendere un paio di orecchini a 2 euro qualcuno me lo deve ancora spiegare

    saluti

    Marzia

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