martedì 28 maggio 2013

Uno sguardo in alto per dimenticare la mediocrità

Yves Klein
Il post di oggi è una piccola pausa, un piccolo spazio bianco tra un lavoro e l'altro, un attimo di respiro per raccogliere le energie e ripartire con nuovi propositi.
Mi domando cosa sarebbe la mia vita senza l'arte, senza i libri, senza il teatro, il cinema... ovvero senza quei maestri che facendomi sentire piccola mi hanno insegnato a diventare un po' più grande tenendo a mente l'umiltà. A guardare in basso ci si abbrutisce e si rischia di perdere l'abitudine a "mirare in alto". 
Guardandomi intorno (ad altezza uomo, intendo) vedo tante cose che ogni giorno mi fanno fare un passo indietro verso le sicure quattro mura di casa mia: vedo fotografi da aperitivo, artisti da supermercato, dj con nomi improbabili... E nemmeno le botteghe e i negozi possono più chiamarsi con i loro nomi, perché adesso è tutto "concept-qualcosa". Tutto è arte, anche i panettieri organizzano mostre e scoprono talenti. La cultura diventa buffet. Per non parlare del proliferare incontrollato di creativi di tutti i tipi e di tutte le forme. A proposito... alla parola "creativo" che indica una professione non mi rassegnerò mai. Di conseguenza, in questo mondo di "idee, creatività, atmosfere" per citare (ancora una volta) Nanni Moretti, mi sento a disagio e vorrei poter sbattere i tacchi delle scarpette rosse come Dorothy e tornare a casa in un soffio perché " there's no place like home", ne sono certa.
Per essere artisti basta affidarsi ad un "outfit" vincente, per essere fotografi basta instagram e una reflex da sfoggiare come un monile. E poi, fondamentale: essere presenti all'evento figo, dove poter salutare il conoscente da lontano alzando il bibitone alcolico e sgranocchiando noccioline. Fenomenologia dell'aperitivo. Le sinapsi si attivano solo se mastichi qualcosa: che ci si trovi alla presentazione di un libro, alla prima di uno spettacolo o  ad una mostra di pittura. 
Della vergogna si sono perse le tracce. L'ignoranza è un vanto. Tutti hanno tanto da (mostrare) dire: che bella annata per gli scrittori che non sono mai passati dall'essere lettori! 
La professionalità, il sapere, le competenze sono cose da sfigati. Ma non voglio finire in tristezza questo post, quindi lascio la parola a chi con un ARRIVEDERCI E GRAZIE ha saputo dire tanto di più...

3 commenti:

  1. Idee - creatività - atmosfere... nel tuo caso il "caro" Nanni non sarebbe mai fuggito!!!
    Grazie per questa riflessione... ma dov'è il buffet!? sto cercando una tartina da fotografare con la mia nuova reflex ^__^
    SEI UNICA GABRI... e te lo dice una che ha davvero conosciuto uno "scrittore" che non legge per paura di farsi influenzare ahahah (ridiamoci su)

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    1. Hahahahaha geniale come ragionamento, non fa una piega (-_______-)
      Sono davvero contenta di avere il tuo riscontro, non sai quanto bene mi fa! Sono unica nella misura in cui lo sei anche tu, e per fortuna tanti altri, proviamo ad esserlo per non finire tutti schiacciati, omologati, anonimi... come farebbe comodo a qualcuno. Ti mando un abbraccio forte forte! Sono sicura che prima o poi ci incontreremo di persona e sarà un bel giorno!

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  2. Gabri, quante parole vere e quanto si potrebbero applicare anche agli altri ambiti della Cultura. In quasi venti, anzi dai non mi voglio invecchiare così tanto, in oltre quindici anni quanti "archeologi" ho dovuto conoscere...la gente non comprenderà mai che sono proprio l'ignoranza, la mediocrità, il pressapochismo e l'immodestia (quest'ultima poi...ma la modestia è proprio sparita dai vocabolari?!)a causare la lenta morte di certe professionalità, di certi geni.
    Ogni giorno mi innervosisco vedendo e "subendo" creativi, artisti, fotografi, archeologi, storici e critici d'arte dell'ultim'ora! Ma, in fondo, spero sempre che le cose si sistemino prima o poi...


    Lola (spero che wordpress pubblichi...in caso, sì, sono Loluzza ;))

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